21 Nov 2014

21/11/2014

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21/11/2014: Scoprire l’amore di Dio anche nelle difficoltà.
Buona giornata.

Cogliere i segni dell’amore di Dio nelle difficoltà quotidiane permette di affrontarle con saggezza e serenità, come ci suggerisce la Parola di Vita di questo mese. Una piccola testimonianza.

Il nemico
«La nostra figlia più piccola ha un carattere forte e atteggiamenti che indispongono. Una sera, dopo i ripetuti richiami a mettersi a dormire, mi avvio nella sua stanza con l’intenzione di darle una bella lezione. Mentre vado verso di lei penso che questa figlia sta diventando una minaccia per i miei nervi, per il rapporto con mia moglie che non sopporta di vedermi nervoso. Insomma è il mio “nemico”. Quando però sono davanti al suo letto, cambio atteggiamento: mi chino su di lei e mi metto in ascolto di cosa mi vuol dire. Poi le racconto una storia, le canto una canzone: tutto sembra sparito. La bambina ha ritrovato il sonno e io quella pace che viene dall’amore».
(Fonte: Lo sguardo che sa vedere – http://www.focolare.org/it/news/2014/02/26/lo-sguardo-che-sa-vedere/)

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20 Nov 2014

20/11/2014

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20/11/2014: Aiutarci ad essere fedeli a Dio. 
Buona giornata.

[...] lascia che te lo diciamo, Signore -, pur nella situazione della non ancora piena comunione,
sempre viva dolorosa avvertiamo in cuore quell’ottimismo cristiano che il tuo infinito Amore non può non suscitare.
E incominciamo così il nostro lavoro nella sicurezza che Tu,
che sai vincere il mondo, saprai anche aiutarci ad aiutarti a mostrare,
un giorno, il Tuo testamento realizzato qui sulla terra.
Esso, per l’unità raggiunta, ti potrà testimoniare al mondo Re e Signore dei cuori e dei popoli. Amen».
(Fonte: Chiara Lubich al Consiglio Ecumenico delle Chiese – Ginevra, 28 ottobre 2002 – http://www.focolare.org/it/news/2013/01/14/la-necessita-dellunita/)

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19 Nov 2014

19/11/2014

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19/11/2014: Sopportarsi con amore. 
Buona giornata.

[...] san Paolo fa da sfondo con il suo insegnamento alle prime comunità, per esempio, quando parla della sopportazione.
Anche Chiara più volte spiega che sopportare l’altro non è debolezza, ma una caratteristica essenziale dell’amore: “Una delle qualità infatti dell’amore, che Paolo sottolineava per avere la carità reciproca, era la sopportazione. E questa non appariva mero atteggiamento supino…
Scrive: ‘… con longanimità sopportatevi gli uni gli altri nell’amore…’ (cf. Ef 4, 2-3).
Il sopportarsi è un amore che piega pur di non rompere”.
(Fonte: Chiara Lubich in compagnia di Paolo 19-06-2010 di Bernadette Verhegge – Citazione di Chiara Lubich – link: http://www.cittanuova.it/public/index.php?page=c&id=12623#)

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18 Nov 2014

18/11/2014

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18/11/2014: Saper ascoltare la voce della coscienza.
Buona giornata.

Vuoi imparare ad amare? Ad amare Dio, ad amare i fratelli per Lui?
Non attendere un istante, non pensare troppo, non fermarti a desiderare di amare, ma ama subito nel momento presente. Ed amare significa fare subito, ora, adesso, in questo minuto, la volontà di Dio, non la tua.
La vita non è fatta che di attimi presenti e valgono quelli per chi vuol operare qualcosa.

È il presente che conta, il momento che fugge, che per me, per te, per noi, deve esser colto al volo e vissuto bene, fino in fondo, facendo in quello ciò che Dio vuole da noi: studiare, camminare, dormire, mangiare, soffrire, godere, giocare…
Impara ad ascoltare nel profondo della tua anima la voce di Dio, la voce della coscienza: essa ti dirà ciò che Dio vuole da te in ogni momento.
Te la prendi col tuo prossimo? «Attenzione – ti dice la coscienza –, devi amare tutti, persino i nemici…».
Hai voglia di saltare nell’ora dello studio? «Attenzione – ti dice la coscienza –, giocherai con più gioia dopo, se ora farai perfettamente il tuo dovere». E così via…
Viviamo bene ciò che Dio vuole nel momento presente; e come un punto accanto a un punto fa la retta, momento accanto a momento fa la vita.
Colloqui con i Gen, Roma 1978, pp. 22-23. Lettera del 20. 12. 1976.

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17 Nov 2014

17/11/2014

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17/11/2014: Meglio tacere che mancare di carità. 
Buona settimana.

[...] Così avviene anche oggi: pur essendo, a volte, convinti che un dato modo di pensare è il migliore, il Signore ci suggerisce, pur di salvare la carità con tutti, che è meglio a volte cedere le proprie idee, è meglio il meno perfetto in accordo con gli altri, che il più perfetto in disaccordo. E questo piegarsi piuttosto che rompere è una delle caratteristiche, forse dolorose, ma anche più efficaci e benedette da Dio, che mantiene l’unità secondo il più autentico pensiero di Cristo, e di conseguenza ne sa apprezzare il valore.
(Fonte: Chiara Lubich – L’arte di amare – pag. 121 – Ed. Città Nuova)

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16 Nov 2014

16/11/2014

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16/11/2014: Amare è anche condividere.
Buona domenica

[...] Questo “generare” Gesù in mezzo a noi mediante la mutua e continua carità, richiede un amore senza misura a Gesù Abbandonato che incontriamo nelle quotidiane difficoltà dovute alla nostra natura umana, ai nostri caratteri, alle nostre culture diverse, a quello che S. Paolo chiama “l’uomo vecchio”. Per tutto questo la vita comunitaria è come una macina che ha il compito di trasformarci in farina per formare un solo pane.[...]
(Fonte: Marco Tecilla – Santificarsi insieme: alcuni strumenti – http://www.indaco-torino.net/gens/34_04_03.htm)

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15 Nov 2014

15/11/2014

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15/11/2014: Aiutare l’altro a realizzarsi. 
Buon fine settimana.

“Prima o poi – scrive Bruni – ogni persona fa un’esperienza che segna l’inizio della sua piena maturità: capisce nella propria carne e intelligenza che, se vuole sperimentare la benedizione legata al rapporto con l’altro/a, deve
accettarne la ferita. Comprende, cioè, che non c’è vita buona senza passare attraverso il territorio
buio e pericoloso dell’altro, e che qualunque via di fuga da questo “combattimento” e da questa
agonia conduce inevitabilmente verso una condizione umana senza gioia.”
(Fonte: Luca Crivelli – Citazione di Luigi Bruni – «Perché sono necessari i carismi per realizzare un’economia fraterna?» Istituto di microeconomia ed economia pubblica Mecop – USI Lugano 090103_Crivelli_Montevideo%20(1).pdf)

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14 Nov 2014

14/11/2014

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14/11/2014: Essere strumento di comunione.
Buona giornata.

[...] Per intraprendere con frutto a vivere una spiritualità di riconciliazione occorre, nell’oggi del mondo e della Chiesa, che noi possiamo, con piena convinzione e nella verità,
ripetere come nostre le parole dell’evangelista Giovanni: «… noi crediamo all’amore».
Ma Egli non ci ama solo come singoli cristiani, ci ama pure come Chiesa. E ama la Chiesa per quanto si è comportata nella storia secondo il disegno che Dio aveva su di essa.
Ma anche – e qui è la meraviglia della misericordia di Dio – la ama per quanto non vi ha corrisposto, essendosi i cristiani divisi, se però ora essi ricercano la piena comunione nella divina volontà.[...]
[...] Una spiritualità ecumenica così vissuta, potrà produrre frutti eccezionali.
Ma, lo si intuisce, avrà soprattutto un particolare effetto: perché comunitaria, legherà in uno tutti coloro che la vivono, sicché si sentiranno solidali fra loro e, in un certo modo, già uno.
Avvertiranno di formare, per così dire, un solo popolo cristiano che potrà essere – con tutto ciò a cui conducono le altre forze suscitate dallo Spirito in questo tempo ecumenico – un lievito per la piena comunione tra le Chiese.[...]
(Fonte: Chiara Lubich – Una spiritualità per la riconciliazione – Gen’s – http://www.indaco-torino.net/gens/97_06_03.htm)

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13 Nov 2014

13/11/2014

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13/11/2014: Andare in profondità nel rapporto con Dio.
Buona giornata.

[...] durante le nostre giornate, tutte prese e concentrate su cose e affari di questo mondo (lavoro, studio, divertimento, sport), sarà indispensabile che la famiglia cristiana insieme, o nei suoi singoli membri, trovi il coraggio di astrarsi dal mondo esterno e dedichi almeno pochi minuti per – direbbe san Paolo – “cercare le cose di lassù” (Col 3, 1), pensare cioè, penetrare nel mondo della nostra fede: fare insomma, come si dice, un po’ di meditazione o, come dicono i nostri giovani, andare in profondità.
(Fonte: Discorso di Chiara Lubich al Congresso “Famiglia-società:radici nell’Assoluto per l’oggi dell’uomo” Castel Gandolfo, 8 Aprile 1989)

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12 Nov 2014

12/11/2014

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12/11/2014: Rispettarsi nella diversità. 
Buona giornata.

[...] Per far spazio all’altro, infatti, occorre dimenticare noi stessi: l’accettare senza sentirne il peso … le differenze dell’altro è un primo passo per non restare in noi stessi.
[...] quindi: non giudicare le intenzioni dell’altro da quanto lui fa o dice e che possiamo non comprendere;
non ingigantire quanto vediamo ma cercare di osservarlo per quello che è nel presente;
riuscire a guardare ogni giorno l’altro come lo vedessimo la prima volta
senza sommare al fastidio attuale quello dei giorni precedenti…[...]
Fatto questo primo passo, sarà più facile saper leggere quello che l’altro ha in cuore
e che spesso è oscurato da quel modo di fare che ci dà fastidio e
riuscire a capirlo, a capirsi, e anche ad aiutarsi a migliorare.
(Fonte: Francesco Châtel – Primo passo: sopportare – Città Nuova)

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